“Morte, tu morirai”

Morte non essere superba, anche se alcuni ti hanno chiamata possente e terribile, poichè tu non sei tale, poichè quelli che tu credi di vincere non muoiono, povera Morte, né tu puoi uccidermi. Tu sei schiava del Fato, del Caso, e succo di papaveri o sortilegi ci danno un sonno altrettanto profondo come il tuo. Perchè dunque ti gonfi d’orgoglio? Un breve sonno e noi ci destiamo eterni. E la Morte non esisterà più. Morte, tu morirai“.  Devo all’ultimo numero de “La Civiltà Cattolica”, il primo diretto da padre Antonio Spadaro, la nota citazione dal poeta inglese (morto 380 anni fa) John Donne che conclude un bel saggio di padre Castelli dedicato alla “morte nella letteratura”.

E nei giorni in cui, volenti o nolenti, ci confrontiamo con crisantemi, cimiteri, tombe (e … ricordi) mi piace citare anche la citazione da un  amico, il pistoiese Rodolfo Doni, morto poche settimane fa, che scrisse uno splendido testo (“Dialogo sull’aldilà con Lorenzo”) per ricordare il figlio morto giovanissimo (“Sei qui, sei qui … La presenza reale di tutti voi morti è qui; perchè il mondo è unico, e tutto vive in Lui“).

Fra un crisantemo e l’altro, come pensare – anche nel ricordo di Bertold Brecht e del suo tristissimo “morirete come tutte le bestie e non c’è niente, dopo“? – come pensare che la morte sia solo un … viaggio verso il nulla?

 

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Published in: on 30 ottobre 2011 at 09:15  Comments (1)  
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La “ritirata” del prete di Scilipoti

Non tutti i preti, in politica, sono come don Sturzo o come il nostro vecchio don Orazio Ceccarelli, quello che per contrastare l’usura aiutava la povera gente a costruirsi cooperative e casse rurali.

Sarà un segno dei tempi (curiosi, a voler essere ottimisti) in cui ci è dato di vivere, ma stasera in tv (tg3) ho visto un prete: guidava la preghiera di qualche centinaio di persone chiamate al “primo congresso nazionale” del “movimento politico” messo in piedi dall’onorevole Scilipoti (i “Responsabili”) per garantire la sopravvivenza all’attuale governo italiano.

Ministero, e mistero, affascinante, quello del prete.  Ancora di più, il mistero, quando riesce a far pregare (presumo Gesù Cristo) gli uomini di Scilipoti che, chiamati da un giornalista a esprimere qualche concetto politico (cosa normale in un congresso … politico), non riescono a spiccicare un concetto uno, tranne che imbarazzo, silenzi e parole esilaranti. Magari sono stati cattivi, quelli del Tg3, a togliere le raffinate analisi politiche certo espresse dalla maggioranza dei “Responsabili”, ma quelli che ci hanno fatto vedere erano davvero – diciamo così – suggestivi, perfino divertenti, ma poveri di analisi politiche.

C’era pure una suora a questa manifestazione politica (“Sono qui a titolo personale”, ha sussurrato imbarazzata. E come pensare altrimenti?). Quanto al povero prete, era palpabile l’imbarazzo della sua ritirata davanti al microfono (“Scusi, ma io adesso cerco un bagno”).

Sorridiamoci un po’, responsabilmente e senza che nesuno se n’abbia a male: dalle mie parti, in tempi lontani, “il bagno” – quelli che volevano sembrare raffinati – lo chiamavano proprio … “la ritirata”

Published in: on 21 ottobre 2011 at 18:20  Comments (4)  
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Stili di vita e primato della contemplazione

Cerchiamo “il primato della contemplazione”. E’ l’invito di un professore universitario italiano, docente di Etica Ambientale,  Luciano Valle, al convegno di Greenaccord che si sta svolgendo a Cuneo sul rapporto fra democrazia, media e solidarietà. “Nel senso laico di Nietzsche” – ha precisato Valle nel clima di una iniziativa aperta a giornalisti di tutti i continenti e di tutte le fedi religiose – aggiungendo di riferirsi a quella contemplazione “che ti toglie la ruggine del possesso, dell’avere e che ti regala il senso del limite, la conoscenza pulita dei bambini”.

Prima di lui aveva parlato un altro universitario, Luciano Canova, economista alla “Cattolica” di Milano. E aveva spiegato molto bene i limiti dell’economia ortodossa nelle scalte di politica ambientale” (e non solo). Lezione molto tecnica, ma anch’io ho capito il senso: il mercato non è l’unico sistama possibile per produrre “reddito”. E sperare di risolvere tutto in termini di “conflitto” non è poi neppure così intelligente come sembra, visto che “cooperare” addirittura conviene: sia perchè regala motivazioni e felicità, sia perchè produce perfino reddito.

Prima di loro due esperti dal mondo: il brasiliano André  Villas-Boas (sui crimini nella foresta amazzonica in rapporto ai diritti dei popoli indigeni) e il marocchino Belkacem Mostefaui, sociologo all’Università di Algeri (sul peso dei nuovi media nelle “rivoluzioni” del Nord Africa).

Le parole pratiche e quelle teoriche convergono nell’appello di Valle a riscoprire “il primato della contemplazione” con tutta una serie di comportamenti pratici possibili per cambiare i nostri “stili di vita”.

Proprio sicuri che sia una stupidaggine?

Published in: on 20 ottobre 2011 at 18:06  Comments (1)  
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“Ci sarà un evento”

 Stasera sono andato a trovare una persona morta.  5 anni ancora e, di anni, ne avrebbe fatti 100. Abitava da sempre nel centro storico di Pistoia ed era una donna – di grande fede – molto conosciuta.

Nell’epoca in cui si ha pefino paura a pronunciare la parola “morte” e si cercano sostituti ( ” … è scomparsa, è spirata, ha cessato di vivere …”) la famiglia ha scelto gesti antichi: ha voluto tenere la salma in casa, in attesa dei funerali che ci saranno, domani pomeriggio, nella vicina chiesa di San Giovanni , dove lei  era di casa.

Il portone esterno dell’abitazione è rimasto, insolitamente, aperto; in modo da facilitare il via vai di persone in visita. Ho trovato molto comunicativa e bella questa porta aperta: alla morte e, contemporaneamente, alla vita.

E splendido un commento di una signora che – passando dalla via, notando la porta aperta, le luci accese e un capannello di persone – si è fatta scappare un “ci sarà un evento” in effetti azzeccatissimo.  Grande evento, la morte.

Ma ancora più straordinario ciò che accade dopo. La vita.

Published in: on 16 ottobre 2011 at 19:33  Comments (1)  
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“Ci interessa di perderci”

 Girovagando sul web mi sono imbattuto in una poesia (“Ci impegniamo“) scritta in anni molto lontani dal prete di Bozzolo, don Primo Mazzolari. Uno che ogni tanto fa bene rileggere.

 “… Non ci interessa la carriera, non ci interessa il denaro, non ci interessa la donna o l’uomo se presentati come sesso soltanto, non ci interessa il successo né di noi né delle nostre idee, non ci interessa passare alla storia.  Ci interessa di perderci. Per qualche cosa o per qualcuno che rimarrà anche dopo che noi saremo passati e che costituisce la ragione del nostro ritrovarci … “.

Si legge anche questo, nel lungo testo mazzolariano.  Che bello, nel momento storico (complicato e affascinante) in cui si sta pensando a un nuovo impegno da cattolici in politica, che bello se la poesia di Mazzolari qualcuno osasse metterla in testa a un progetto …

Published in: on 11 ottobre 2011 at 08:44  Comments (1)  
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Dice che “scherzava”

Dice che “scherzava”.  E, forse, il problema è proprio questo: come si fa a “scherzare” su certe cose (il nome di un partito politico) con quella volgarità (come se fosse al bar sport, rintronato dal troppo vino) essendo lui, invece, nientemeno che il presidente del Consiglio in un Paese che sta rischiando la bancarotta.

Oltretutto, come è stato notato, il giorno scelto per dare questa raffinata prova di “onore” (art. 54 Cosituzione: chi esercita funzioni pubbliche ha dovere di farlo “con disciplina e onore“) non era neppure quello adatto: da poche ore si erano svolti i funerali delle povere donne (per la sua malattia senile la donna, evidentemente, è solo una parte di corpo. Da comprare) uccise da una ingiustizia che la politica (quella seria) dovrebbe contribuire a combattere.

Forse, il fondo, non lo raggiungeremo mai. O forse qualcosa – anche da quella parte politica, dove certo si trovano persone serie e capaci di vergognarsi – sta cominciando a cambiare. Però che pena doversi vergognare davanti a certi tipi di “scherzi”, davanti a chi pretenderebbe di continuare a “scherzare” (facendo, ovviamente, i suoi personali interessi) quando il resto del Paese è sull’orlo del baratro e il vertice governativo, distratto da altre questioni, proprio non ce la fa a garantire una politica efficiente ed efficace per allontanarsi dal baratro facendosi ridere dietro dal mondo intero.

Sarebbe, questo, il momento di una politica vera. Seria. Pulita. Finalizzata, finalmente, all’interesse generale e alla difesa dei più deboli. E invece siamo tutti qui, costretti a provare questo tipo di pena per il nostro futuro. Ma anche per il suo presente.

 

Published in: on 6 ottobre 2011 at 19:24  Comments (4)  
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Danilo ha 51 anni

Danilo ha 51 anni. Da cinque vive nel suo letto. Bloccato dalla Sla. Una storia come tante. Anche nella piccola Pistoia. Ma stavolta c’è una aggiunta. Ha a che fare con i suoi compagni di scuola. La solita cena dei 50 anni. La raccolta di nomi, storie, numero telefonici. La scoperta che uno di loro, Danilo, è immobilizzato. Causa Sla. Scattano i ricordi. Si riaccende l’amicizia. Scatta quella che in genere chiamiamo solidarietà. I bambini e le bambine di allora si sentono responsabili verso il loro amico. Lo vanno a trovare. Restituiscono forza a una famiglia colpita. Restituiscono il sorriso a Danilo. Il sorriso ma anche la voglia di lottare. Che in certi casi (Sla compresa) vale davvero molto.

La vicenda, bella, finisce sui media. Anche nazionali. Con alcune foto: due amici accanto al letto di Danilo; l’accenno di sorriso sul volto un cinquantenne in lotta contro il male; la vecchia foto della Quinta Elementare. Il maestro dal volto serio. Bambine e bambini sorridenti: una vita tutta in avanti.

Published in: on 6 ottobre 2011 at 12:26  Comments (1)  
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Il “senatore” Delio

Trovo deliziosa una notizia uscita stamani in cronaca locale.

 Un disoccupato di Montale (53 anni: Delio) ha trovato modo di raggranellare qualche soldo facendo la comparsa in uno spot televisivo. Era a Montecatini per un altro esaltante “brodo” mediatico (le finali di miss Italia) e si è imbattuto in un’annuncio: cercavano comparse per lo spot di una azienda di telefonia mobile.  Lui ha fatto domanda. Loro l’hanno preso. L’hanno vestito da senatore romano e con due bravi famosi attori (capacissimi – presumo – di guadagnare, per pochi giorni di lavoro, l’intero bilancio di un Comune di piccole/medie dimensioni) c’è stata qualche briciola anche per il nostro Delio. Che, adesso, è giustamente “fiero” di questa sua avventura.

Nel Paese con il più alto numero al mondo di telefonini per abitante (un Paese evidentemente rintronato anche da vagonate di spot per convincerci a comprare cose sempre nuove, buttando subito quelle acquistate ieri l’altro), milioni di disoccupati adesso sanno come fare.

Per fortuna c’è un “senatore” a … Montecatini Terne.

Published in: on 1 ottobre 2011 at 12:34  Lascia un commento  
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